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20/1/2010 - Miti e riti dell’orso nel grande nord Sciamani e animali sacri dell’Eurasia

Juha Pentikäinen, dagli anni ’60 ha effettuato molte missioni scientifiche - al confine tra antropologia ed archeologia - nel Grande Nord, raccogliendo dati e testimonianze di tradizioni a rischio di estinzione. In questa mostra (allestita nella Chiesa di S. Agostino, in via Principi d’Acaja a Pinerolo fino al 25 febbraio 2010) sono riuniti materiali di fine ‘800, ‘900 e dei giorni nostri; i reperti esposti provengono dalla sua collezione: vestiti, tamburi e strumenti musicali, sculture, ornamenti e paramenti degli sciamani eurasiatici.
Si sono inseriti alcuni documenti che provengono dalle ricerche del Museo di Pinerolo, particolarmente per quanto concerne l’arte rupestre della Siberia e ci si è avvalsi della collaborazione del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, il cui Conservatore Daniele Ormezzano ha portato reperti e documenti sulla sistematica degli orsi e sul rapporto uomo-orso.
Sciamanismo e culto dell’orso sono il fil rouge in un viaggio affascinante e misterioso verso il mitico Grande Nord dell’Eurasia, esplorato con gli occhi di studiosi settentrionali e meridionali, attraverso la focale dei racconti di antiche pratiche tradizionali e di eventi e tratti culturali ancora vivi oggi nei vastissimi territori circum-polari e sub-polari estesi tra Europa ed Asia.
La Siberia è la culla dello sciamanismo; la parola stessa deriverebbe dal shaman, termine dei Tungusi (o Evenki), utilizzato in antropologia per definire figure di uomini o donne che svolgono varie funzioni di carattere religioso, rituale e di guarigione. Esistono diverse categorie di sciamani presenti in tutto il mondo, che svolgono funzioni sociali più o meno rilevanti, a seconda del gruppo di appartenenza. Tali funzioni variano dall’intermediazione con gli spiriti dei defunti, alla divinazione, a pratiche di guarigione, interpretazione di sogni e guida in azioni belliche. Elementi sciamanici si trovano presso le culture dell’Asia centrale, dell’Europa e delle Americhe. In Africa e nell’Oceania non si parla di un vero sciamanismo, anche se alcuni riti sono ad esso assimilabili per il loro significato magico - religioso. Lo sciamanismo ha radici preistoriche, come suggeriscono alcune interpretazioni, ad es. di Jean Clottes, per dipinti parietali paleolitici in caverna, e dal Neolitico, alcune composizioni di arte rupestre del territorio scandinavo e siberiano, unitamente a reperti degli scavi archeologici.
Gli strumenti classici dello sciamano consistono nel tamburo, maschere, strumenti musicali, cinture con sonagli, statue raffiguranti l’effige degli spiriti verso cui trasmigrare. Il tamburo è lo strumento principale, e talvolta la sua pelle tesa viene decorata e dipinta con immagini antropomorfe e zoomorfe, simboli sacri ed elementi cosmologici.
Lo sciamano è anche il depositario dei saperi di quei popoli. Possiede una conoscenza profonda delle tradizioni e dei miti della comunità. Conosce le poesie, le canzoni ed i rituali. I suoi saperi spaziano dalla mitologia alla medicina, alla religione.
Le comunità umane che vivono a stretto contatto con la natura considerano sacri alcuni animali. Normalmente vengono adorati animali che uniscono doti terrifiche ma anche positive, come il coraggio e la generosità. L’orso, nei popoli artici e subartici, è uno di questi. Essendo proibito evocarlo per nome, esistono tanti nomignoli con i quali viene affettuosamente indicato. Riti relativi all’uccisione rituale dell’orso si ritrovano in tutta l’Eurasia. Questo animale, così amato dai popoli di tutto il mondo, simboleggia la rinascita periodica della natura. L’orso incarna il mito dell’eterno ritorno, ha un “timer” biologico che lo fa uscire dal letargo all’inizio di ogni primavera, risvegliandosi all’equinozio dalle profondità della Madre Terra e quindi in sincronia con i cicli naturali.
La conoscenza di pratiche tradizionali di questi popoli che viene presentata nella mostra, suggerisce una evidente convergenza con alcune esperienze spirituali delle società contemporanee.
Culto dell’orso e Sciamanismo sono peculiari di aggregati umani in continuo e profondo rapporto di equilibrio con l’ambiente naturale dal quale traggono ispirazione, forza e sostentamento. Il patrimonio tradizionale posseduto da queste culture, oggi ritenute marginali rispetto al nostro mondo che gioca la carta del “glocale” con incerte prospettive, non può che essere proposto nel quadro di una espansione della conoscenza, che ci consenta di spingere un po’ in là il buio che ci circonda; e rimettendo al centro sull’axis mundi del palo sciamanico l’Umanità il cui bene e progresso generale è il fine nobile da perseguire.

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