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13/1/2010 - Il peso dell'antichità. Pesi e misure nel Friuli in mostra

Allestita presso il Museo Civico "Federico De Rocco", di San Vito al Tagliamento questa mostra intende fare il punto sullo stato delle conoscenze e dei rinvenimenti di questa classe di materiali (i pesi) nella pianura del Friuli centro-occidentale.
Dei 110 reperti circa posti in mostra, il nucleo più consistente, presentato per la prima volta al pubblico in quest’occasione, è costituito da circa 70 pesi in piombo rinvenuti in superficie nell’area di diverse ville rustiche del Sanvitese e del Casarsese e recentemente consegnati al Museo Civico di San Vito.
La maggior parte di questi esemplari proviene dalla villa di Sile, in comune di Casarsa, grande insediamento produttivo localizzato in prossimità del decumano massimo della centuriazione di Concordia ed attivo tra il I e il IV sec. d.C., quando questo sito ed altri, come la più nota villa sanvitese di Gorgaz, rivelano un notevole livello economico del territorio legato oltre che all’agricoltura anche ad altre attività quali la produzione di laterizi.
Il grande numero dei pesi di Sile, che permette di ricostruire vere e proprie serie di pesi da bilancia basati su sottomultipli della libra, potrebbe forse far pensare, oltre ad un uso nella normale attività economica, anche alla produzione in loco di tali manufatti.
L’altro nucleo di circa 40 reperti è costituito dagli esemplari più rappresentativi delle tipologie presenti nel territorio della provincia di Udine e conservati presso i Civici Musei di Udine, tra cui si segnala soprattutto il bellissimo peso da stadera in bronzo configurato a testa femminile e rinvenuto nel secolo scorso a Zuglio (l’antica Iulium Carnicum).
I reperti esposti permetteranno di illustrare alcune serie di valori ponderali dei pesi per le bilance a due piatti ed un’ampia tipologia di contrappesi mobili da stadera, destinati ad essere sospesi al braccio dello strumento. Attraverso reperti, riproduzioni e ricostruzioni grafiche, pannelli didattici sarà illustrata l’evoluzione ed il funzionamento della bilancia a bracci uguali e piatti, a cui i Romani aggiunsero l’indice utilizzandola soprattutto per pesare oggetti di piccole dimensioni, mentre per le merci più voluminose si servivano della stadera (bilancia con un solo piatto munita di un lungo braccio graduato lungo il quale scorreva un peso costante, detto romano), originaria della Campania.
La mostra è corredata da un catalogo a stampa, che, oltre all’illustrazione dei pezzi in mostra, presenta i dati editi sui pesi romani del Friuli centro-occidentale di cui viene proposta una tipologia. Un breve saggio introduttivo sintetizza l’evoluzione delle unità di misura ponderali e le attestazioni delle tecniche di pesatura nel Mediterraneo centro-orientale tra il IV e il I mill. a.C., soffermandosi sulle evidenze note nella protostoria dell’Italia settentrionale. I sistemi ponderali identificabili in quest’area permettono di riconoscere contatti e scambi commerciali sia con l’Egeo che con l’Europa centrale tra l’età del Rame (III millennio a.C.) e del Ferro (I millennio a.C.) fino alle soglie della piena romanizzazione.
L'esposizione è aperta fino al 25 febbraio.
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